6 Sadurano
Coop. San Giuseppe
La Cooperativa Agricola e Sociale San Giuseppe è nata nel 1982 per valorizzare le competenze di ciascuno e le potenzialità della comunità. La cooperativa è cresciuta nel tempo grazie al lavoro di chi per anni ha creduto nella coltivazione e allevamento biologico basato sul rispetto della natura e dell'uomo. La scelta del metodo biologico è stata fatta dalla cooperativa San Giuseppe in base a due precise convinzioni: la tutela dell’ambiente per uno sviluppo compatibile; la tutela della salute dei lavoratori, degli abitanti e dei consumatori dei prodotti. All'interno delle proprie attività produttive la cooperativa si occupa anche di progetti di avviamento al lavoro e di reinserimento di soggetti svantaggiati.
La cooperativa si occupa attualmente di diversi settori:
Coltivazione di frutteti, ulivi, grano e loro trasformazione, foraggio e cereali per gli animali. Allevamento di bovini, suini e ovini. Produzione di olio extra vergine di oliva biologico: utilizzando le olive prodotte in loco e molinate al Frantoio di Villa Verucchio si ottiene un olio dalle qualità organolettiche ben distinguibili e tipiche di un prodotto genuino. Produzione di vino: "Vigna di Guzz"- Sangiovese 100% vino rosso da tavola; Pulastar - .... Produzione di formaggi biologici: utilizzando il latte delle vacche e delle pecore allevate, si producono formaggi freschi e stagionati, ma anche latte fresco e yogurt. Produzione carni: il bestiame delle stalle viene utilizzato per produrre carni fresche e insaccate. Vendita prodotti: attraverso il punto vendita di Forlì e presso i mercati del contadino. Fattorie didattiche: percorsi didattici per imparare facendo.
17.12.2009
Fattorie didattiche
Il metodo didattico utilizzato è di tipo partecipativo e attivo, cioè "imparare facendo" e tende a far emergere "l'immagine e le idee del gruppo" sui temi affrontati.
I percorsi didattici proposti sono modificati e adattati alle caratteristiche di sviluppo dell’età dei ragazzi.
L’obiettivo del progetto è quello di educare e imparare con il divertimento, di valorizzare la relazione città - campagna, di impostare un corretto rapporto uomo - animale, di conoscere la storia degli alimenti dal campo alla tavola, di educare al consumo consapevole e alla salvaguardia dell’ambiente, di dar valore alla biodiversità e al rispetto per creare benessere a trecentosessanta gradi coinvolgendo uomini, animali e ambiente.
17.12.2009
Conosci meglio la Coop. San Giuseppe
L'azienda agricola di Sadurano si estende su di un'area di circa 90 ettari in zona collinare ad altitudine media di 300 metri sul livello del mare a corpo unico, a forte dislivello (circa 180 mt), con terreni sottili ad impasto vario, ad esposizione sud/ovest e con notevole ventilazione.
La scarsità d'acqua non consente irrigazione, per cui le produzioni orticole possono soddisfare solo la domanda interna.
Quando nel 1982 la Coop. San Giuseppe prese in gestione l'area si trovò ad affrontare l'improduttività dei terreni, dovuta a carenza totale di sostanza organica, a seguito di anni a sola concimazione chimica e scarsissime rotazioni colturali.
La scelta del metodo biologico, irrisa da molti e a scarsa ricompensa produttiva, fu fatta dalla cooperativa in base a due precise convinzioni: la tutela dell'ambiente per uno sviluppo compatibile; la tutela della salute dei lavoratori, degli abitanti e dei potenziali consumatori.
La scelta del biologico si è rivelata poi provvidenziale e vincente, perché ha fornito una metodologia di lavorazione dei terreni (arature superficiali), degli avvicendamenti colturali e dell'interazione fra agricoltura e zootecnica capace di portare ad es. le produzioni cerealicole da 13 a 60 quintali per ettaro.
Il biologico, curato ed amato dalla semina e piantagione fino alla trasformazione e vendita del prodotto agrozootecnico, ha sempre garantito non solo la genuinità e la sicurezza da residui nocivi per la salute, ma ancora più tutte le qualità organolettiche e nutrizionali dei prodotti di base e di trasformazione.
Le produzioni cerealicole e foraggere, in rotazione, occupano gran parte degli appezzamenti aziendali, lasciando ampi spazi al pascolo, alle aree boschive e di macchia zonale e (purtroppo) ancora all'incolto e all'impraticabile.
Il comparto zootecnico, a cui fa riferimento tutta la concimazione organica, arricchita da un'abbondante lombricoltura, è costituito dagli allevamenti di bovini (razza Bruna Alpina), ovini di razza sarda e comisana, suini in quantità compatibile sia per l'alimentazione, compresi i residui sierosi del caseificio, e l'area consentita allo spandimento dei liquami.
Il comparto avicunicolo è in fase di allestimento.
Il moderno centro zootecnico è orientato a garantire la stabulazione più libera possibile degli animali, con la razionale gestione di una quantità equilibrata di animali, in grado di garantire la forte richiesta di prodotti lattiero-caseari, nonché di carni fresche e di salumeria.



